Parodontologia

La parodontologia è quella branca dell’odontoiatria che si occupa della prevenzione, della diagnosi e della cura delle patologie a carico dei tessuti di sostegno del dente come gengive e osso. La gengivite è il primo stadio della malattia parodontale: le gengive diventano rosse, gonfie e possono sanguinare facilmente. In questo stadio il disturbo è ancora reversibile, ma se non curato può progredire fino ad una forma più grave detta parodontite.

La parodontite o piorrea è lo stadio più avanzato della malattia parodontale. Le gengive, l’osso e le altre strutture che sostengono il dente sono danneggiate, i denti perdendo il tessuto di sostegno diventano mobili e, nei casi più gravi, possono cadere o dover essere estratti.

Attualmente in Italia la parodontite risulta essere la prima causa di perdita dei denti. Con il progredire della malattia la possibilità di recupero diventa più difficile e richiede trattamenti più complessi come la terapia rigenerativa dell’osso, in cui il recupero è generalmente parziale. Tuttavia, anche nei casi più gravi con un adeguato trattamento e mantenimento si può stabilizzare e controllare nel tempo, impedendone la progressione rapida e incontrollata.
La parodontite, pur essendo causata da batteri, non è una patologia contagiosa tra due individui che vengono a contatto (es. bacio, saliva, sangue, etc), tuttavia la predisposizione alla piorrea (ricordiamo che particolari genotipi hanno maggior fattori di rischio) è trasmissibile dai genitori ai figli.

 

Sintomi della Parodontite 

Essendo la malattia parodontale una patologia cronica e indolore i primi sintomi non risultano molto evidenti.
Un campanello d’allarme può essere il sanguinamento gengivale in fase di spazzolamento, così come lo è il gonfiore (edema) del bordo gengivale e l’alitosi. Sintomi e segni più seri come gli ascessi parodontali, la migrazione (spostamento) dei denti con apertura di spazi, l’aumento di mobilità degli elementi dentari e l’alitosi si manifestano solo quando la perdita si estende oltre la metà/due terzi della lunghezza dell’attacco, o quando vengono coinvolte le forcazioni di molari e premolari. Nei casi limite, cioè quando si arriva troppo tardi, non c’è altro da fare che estrarre il dente e sostituirlo con un impianto.

Per diagnosticare la patrologia con sicurezza è possibile effettuare due test: il test genetico, eseguito su un prelievo di saliva e il test microbiologico, eseguito su un campione di fluido della tasca parodontale.

 

 

Come si cura la Parodontite?

Dopo la formulazione della corretta diagnosi, il paziente passa attraverso una prima ed iniziale terapia chiamata terapia causale. Dopo questa prima fase, se necessario, il paziente sarà sottoposto ad eventuali terapie secondarie di tipo chirurgico e non chirurgico.

Il trattamento delle patologie parodontali deve tener conto della loro multifattorialità e pertanto trattare la patologia nella sua complessità. Se il momento fondamentale è rappresentato dalla rimozione dei microrganismi responsabili della malattia, non dobbiamo dimenticare l’estrema importanza che riveste nella strategia terapeutica il controllo degli stili di vita e di alcune malattie sistemiche, il diabete in particolare.

 

La terapia Causale

In che consiste la terapia causale? La terapia causale si occupa inizialmente della rimozione dei fenomeni infiammatori locali, che causano la malattia, la placca batterica e il tartaro dalle superfici dentali sopragengivali (detartrasi) e sottogengivali (levigatura radicolare). La levigatura radicolare può essere eseguita a “cielo chiuso” o “cielo aperto”, con lo scollamento cioè della gengiva per migliorare l’accesso e la visibilità del professionista. Queste procedure vengono svolte con l’utilizzo di strumenti sia manuali che meccanici, sonici o ultrasonici.

Chirurgia Parodontale Resettiva

La chirurgia resettiva si occupa del rimodellamento mirato chirurgico dei tessuti di supporto del dente, sia gengivali che ossei, a causa delle alterazioni anatomiche causate dalla malattia. I tessuti gengivali vengono sollevati in modo che il chirurgo sia in grado di rimuovere la componente batteriche causa della patologia e rimodellare le superfici ossee rese irregolari dalla malattia. Questa procedura permette di ridurre al minimo le aree di colonizzazione batterica (tasca parodontale) e consentire alla gengiva di riposizionarsi successivamente in una posizione ideale.

Chirurgia Rigeneragiva 

Lo scopo della chirurgia rigenerativa è quello di recuperare parte dell’osso e dei tessuti gengivali andati distrutti dalla malattia parodontale, rigenerandoli e ricostruendoli, oltre a ridurre ovviamente la tasca parodontale. Come per la chirurgia resettiva vengono sollevati i tessuti gengivali e, dopo aver rimosso la componente batterica causa della malattia, vengono utilizzate delle membrane, degli innesti ossei o di materiali sintetici biocompatibili per aumentare la capacità che i tessuti hanno di rigenerarsi.

Laser

L’utilizzo del laser è particolarmente utile nei trattamenti parodontali. Il suo raggio focalizzato è talmente energetico che vaporizza tutti i microrganismi alla sua portata. Un altro vantaggio di questo trattamento è l’assenza di dolore per il paziente. Va comunque ricordato che la sua efficacia è sempre subordinata al trattamento preliminare di terapia causale.

Chirurgia Mucogengivale

La chirurgia parodontale oltre alla terapia della piorrea, come abbiamo visto precedentemente, si interessa anche della risoluzione di eventuali danni estetici delle gengive, della risoluzione di difetti gengivali e del sorriso presenti geneticamente in alcuni individui.

La chirurgia muco gengivale comprende l’insieme delle procedure volte alla correzione dei difetti di morfologia, posizione e quantità dei tessuti molli parodontali. Questi difetti possono essere trattati con interventi a lembo o con innesti tissutali. Le indicazioni principali sono la copertura delle superfici radicolari esposte e l’aumento di volume e di quantità del tessuto gengivale per esigenze estetiche, protesiche e ortodontiche.